L'altro pesce. L'altra cucina.
“Sono una persona che fa lo chef. Non voglio essere identificato per quello che faccio ma per quello che sono.”Leandro Luppi
Chef, pittore, pescatore. Eclettico, determinato, anticonvenzionale. Un percorso costruito sull'esperienza e sulla ricerca personale.
Nato in Alto Adige, dopo gli studi alberghieri e dieci anni di esperienza in hotel e ristoranti in Italia, ho aperto il mio primo ristorante a Bolzano nel 1986. Nel 1991 mi sono trasferito sul Lago di Garda e nel 1998 è nata Vecchia Malcesine, in questo angolo dove l'acqua del lago incontra la roccia del Monte Baldo.
La stella Michelin è arrivata nel 2004, ma il mio modo di cucinare non è cambiato: diretto, personale, senza compromessi. Ho valorizzato pesci di lago che nessuno considerava, ho cercato erbe spontanee sul Baldo, ho arredato il ristorante con le mie mani.
Quando non cucino, pesco. O dipingo. O cerco un pezzo d'arte in qualche mercato. Alla fine è tutto la stessa cosa: cercare bellezza.
Malcesine non è il solito Garda. Qui il lago perde il suo carattere mediterraneo e guarda verso l'alto, verso la verticalità alpina del Monte Baldo.
Il pesce di lago convive con le erbe spontanee di montagna. L'olio gentile del Garda si incontra con la Garronese Veneta del Baldo. È un territorio di transizione, e la mia cucina nasce esattamente da questo dualismo.
Ogni piatto racconta questo incontro: acqua e roccia, dolcezza e verticalità, tradizione lacustre e spirito alpino.
“Quando ho iniziato a proporre pesce d'acqua dolce, in Italia eravamo probabilmente in due: noi e i fratelli Serva.”
Ho dedicato anni a riscoprire varietà di pesce di lago dimenticate dalla gastronomia internazionale. Per ciascuna ho cercato la tecnica di cottura più adatta, il modo di esaltarne la specificità.
A queste si aggiungono le erbe spontanee del Monte Baldo, l'Olio Extra Vergine del Garda, i prodotti dell'entroterra veronese. Una cucina che parla di questo luogo preciso, e di nessun altro.
A Vecchia Malcesine l'arte non è un elemento decorativo: è creata dallo chef stesso. Portabottiglie dipinti a mano dallo chef, bicchieri di Murano anni '50, un tavolo ricavato da una porta antica di recupero, opere di artisti come Riccardo Licata, che donò un quadro a Luppi dopo una cena al ristorante. Ogni angolo racconta una sensibilità estetica personale e autentica.